Dal 19 marzo 2019, data in cui è apparsa la notizia della ricandidatura di Giusy Armiletti a Sindaco di Dueville nelle prossime elezioni amministrative del 26 maggio 2019, questo sito cessa di essere aggiornato. Anche la lista Civica che la sosteneva si rinnova e cambia nome. Si chiama Dueville in Comune. Ci vediamo nell'altro sito. Questo resta online come documentazione.

Update 27 maggio 2019: come era previsto Giusy Armiletti ha vinto le elezioni e si è riconfermata Sindaco di Dueville.

 

 

«Buster Keaton, per lui ridere una cosa seria»

Lettere al giornale

"Mi è stato spesso chiesto perché mantengo nei miei film questa espressione particolarmente seria. La spiegazione è molto semplice...Quando un comico comincia a ridere sullo schermo è come se dicesse al pubblico di non prenderlo sul serio...Di fatto non riuscirà a far ridere...più sarà serio in questo e più risulterà divertente". Queste le parole del grande artista americano Joseph Francis Keaton (Kansas 1895) di cui in questi giorni ricorre il cinquatenario della morte. Questo dire esalta uno dei tratti più significativi del geniale interprete del cinema muto e in b/n: l'impassibilità, la serietà, l'immutabilità quasi stoica riguardo un'esistenza che pretende di tenere una linea retta mentre tutto attorno crolla. Questa dignitosa imperturbabilità priva di ogni sconvolgimento emotivo è al tempo stesso tragica, ironica e quindi assurda. Keaton, il comico che non ride mai. E questo essere seri ha qualcosa di metafisico, di cristico, di mistico.

Non a caso le gag di Buster (rompicollo ma significa anche fenomeno), vogliono rivelare un senso della realtà, un certo senso della realtà: l'impossibilità dell'uomo di dominare gli eventi della vita, continuamente costretto a lottare in una posizione di costante svantaggio. Il suo immobile viso chiamato great stone face (gran faccia di pietra), sguardo triste e angosciato da tutti i misteri nascosti della vita, è simile ad uno sfondo sempre uguale dove succede di tutto. Il contrasto tra immobilità del viso contro le situazioni in cui egli si muove e che egli stesso determina, è la stessa immobilità contro l'estrema mobilità del corpo. Buster Keaton, tra interpretazione e regia, realizzò circa 130 film (molti andarono persi o distrutti): 15 film senza sonoro, 19 cortometraggi, 12 lungometraggi, 77 film del periodo sonoro, 14 apparizioni in TV. Come spesso accade i titoli dicono la sostanza e rappresentano il "testo" dell'opera. Ne citiamo alcuni: La casa tempestosa (1917), Chiaro di luna (1918), Un eroe nel deserto (1919), Retroscena (1919), Lo scacco (1920), Fortuna avversa (1921), Il capro espiatorio (1921), Il viso pallido (1921), Sogni ad occhi aperti (1922), Le 7 probabilità (1925), The general (Come vinsi la guerra) (1926), Se perdo la pazienza (1926), Go west (Io e la vacca) (1925), College (Tuo per sempre) (1927), Steamboat Bill jr (Io e il ciclone) (1928), The cameramen (Io e la scimmia) (1928), Chi non cerca...trova (1930), Chi la dura la vince (1932), Il giovane timido (1935), Luci alla ribalta (di Charlie Chaplin) (1952). Da segnalare una sua interpretazione in Film di Samuel Beckett del 1965 e una apparizione in Due marines e un generale (1965) film con Franchi e Ingrassia. Le opere di Keaton sono generalmente caratterizzate da una struttura ripetitiva con un'articolazione narrativa consequenziale di 4 momenti distinti: 1) l'equivoco di partenza, 2) la progressione dell'instabilità, 3) la tensione verso l'apocalisse, 4) la risoluzione finale. Tutte le scene sono sempre accompagnate da cadute acrobatiche, da prometeiche imprese e peripezie e le doti da funambolo del rompicollo dicono una casualità che si trasforma in causalità degli eventi di vita, intrecciati quest'ultimi da umane epifanie e capovolgimenti apocalittici, catena ininterrotta di segni che possono solo essere vissuti mai spiegati. Keaton è come l'idiota che non nulla conosce e vede tutto per la prima volta, perciò trova tutto naturale. Ritmo e movimento sono i caratteri del suo modo di fare cinema: l'azione del gag si interseca e si fonde col movimento fisico. L'acrobazia diventa il presupposto paradossale della comicità: abbandona ogni compiacimento ginnico-muscolare per farsi espressione, comunicazione, forma mimica pura. Il personaggio Keaton è in balia sempre di forze che non sa né comprendere né controllare. Una nevrosi, un'alienazione che si può solo accettare: la natura profonda del reale è il caos.Ma il cinema di Keaton è anche l'anticipazione del cinema moderno. In La palla n. 13, il protagonista entra ed esce dallo schermo di un cinema, interagendo con le immagini proiettate; in The cameramen, Buster è un maldestro cineoperatore che ricompone la realtà con un occhio cubista. In Film, Keaton è pedinato dalla macchina da presa (o dalla morte, che è la stessa cosa) e mostra il suo volto devastato solo alla fine. Film rimane una riflessione abissale sullo sguardo, un vertice del cinema del Novecento. Il sogno (altro elemento keatoniano), è stato interpretato da molti come vicinanza al movimento surrealista (Bunuel ebbe parole di elogio per lui). Keaton propone la sostituzione della realtà sperimentata con una realtà pensata, una parafrasi di quella aspirazione alla seconda realtà propria dei surrealisti. "L'inatteso era la nostra materia prima, l'inusuale il nostro obiettivo, l'unicità il nostro ideale". Sono ancora parole di Keaton, ma quanti sottoscriverebbero ciò? E soprattutto quanti spettatori di oggi conoscono e amano i suoi film? Un male perdere le sue gag.

Sergio Benetti

Dueville

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Giusy Armiletti Sindaco di Dueville.

giusy armiletti“Nel mezzo del cammin del mandato amministrativo... ”

GRAZIE!

Solitamente i bilanci si fanno a fine mandato amministrativo, ma questi due anni e mezzo sono stati così intensi, ricchi ed impegnativiche mi sembra giusto proporvi alcune considerazioni che mi sento di fare, soprattutto in questo periodo che ci avvicina alle festività natalizie.
Altre ne troverete nello spazio dedicato alla nostra pagina politica.
Lo slogan scelto per la mia campagna elettorale era “rinnovare la continuità”.
Credo mi si possa riconoscere di aver fatto una scelta coraggiosa. La scelta di puntare su persone nuove non è stata facile, soprattutto nei primi mesi di mandato, durante i quali dovevamo tutti “imparare”, compreso per me l’essere Sindaco.
Ci siamo messi a disposizione, soprattutto per ascoltare la voce dei cittadini e soprattutto di chi non era abituato ad esprimere ai rappresentanti della pubblica amministrazione il proprio parere su tante questioni.
Tante confidenze sono state fatte, tante sofferenze sono state espresse o forse sono rimaste nascoste per quella forma di pudore che ci contraddistingue.
E credetemi è particolarmente difficile non poter fornire le risposte che chi hai di fronte spera di ricevere. Allo stesso tempo però, essere Sindaco è per me un’occasione unica, prendendo a prestito le parole di Marco Mengoni, per continuare a “credere negli esseri umani che hanno il coraggio di essere umani.”
Voglio allora utilizzare questo spazio per alcuni ringraziamenti.
Un primo grandissimo grazie lo voglio esprimere a tutti i consiglieri che con me stanno condividendo questa esperienza: amministrare significa SCEGLIERE, ogni giorno, per ogni più “piccola” questione. E ogni scelta porta con sé delle conseguenze. E come succede in ogni famiglia, in ogni gruppo, in ogni organizzazione, ogni scelta dell’Amministrazione porta con sé commenti, critiche o apprezzamenti, ma questo fa parte del gioco, altrimenti sarebbe più comodo lasciare tutto com’è. Contare su un gruppo di maggioranza attento, sensibile, coeso, che riesce a trovare una sintesi anche su decisioni particolarmente difficili e delicate è per me motivo di costante gratitudine e di orgoglio.
Voglio inoltre ringraziare l’Assessore Paolo Ronco che a metà settembre, per motivi lavorativi, ha presentato le dimissioni dalla carica: la sua presenza e competenza sono state per noi motivo di grandi soddisfazioni, e sapere che ora sta lavorando per la Comunità Europea non può che renderci particolarmente felici. Un ringraziamento particolare lo voglio rivolgere a tutti i dipendenti comunali e al Segretario Dr. Zanon: se stiamo concretizzando molte delle cose che ci siamo impegnati a realizzare lo dobbiamo anche a loro, che spesso riescono a garantire gli stessi servizi ai quali siamo ormai abituati anche in forze ridotte.
All’interno del Giornale troverete una riflessione del nostro concittadino Sergio Benetti, che voglio ringraziare perché riprende quanto ho espresso nel mio precedente editoriale: il bene comune possiamo e dobbiamo volerlo noi in quanto cittadini. La politica e la struttura comunale devono occuparsene, ma dove non possono arrivare è auspicabile l’intervento diretto dei cittadini e del volontariato, come già accade in tantissimi ambiti e con numerosissime associazioni.
L’ultimo grazie, particolarmente sentito, va allora a chiunque dedica del tempo alle più svariate forme di solidarietà.
Il mio augurio per il prossimo Natale è che sia, per tutti, occasione per ricordarci dell’umanità che è in ognuno di noi.
Buon Natale a Voi e alle Vostre famiglie e buon 2017.

Dicembre 2016

Il Sindaco
Giusy Armiletti

Timeline cronaca di un'avventura



26 maggio 2014

Giusy vince le elezioni con la percentuale più alta mai ottenuta a Dueville da quando si vota il sindaco con l'elezione diretta: il 48,05%

23 maggio 2014

Giusy diffonde l'ultimo appello al voto.

19 maggio 2014

TVA trasmette alle 20,30 una intervista a Giusy e agli altri candidati sindaci.

15 maggio 2014

Si svolge l'atteso confronto tra i tre candidati sindaci al Busnelli, strapieno con molta gente in piedi.

6 maggio 2014

Al Centro Arnaldi di Dueville con la quarta serata si chiude il ciclo di presentazione del programma. Ancora una volta en plein, con gente in piedi che non trova posto in sala.

5 maggio 2014

Pubblico delle grandi occasioni a Vivaro. Almeno 80 persone hanno chiesto, discusso, anche civilmente contestato. Alla fine un ricco aperi-cena offerto dai candidati è stato molto apprezzato.

29 aprile 2014

A Passo di Riva è stato presentato il programma a circa 25 persone.

28 aprile 2014

Al Villino Rossi a Povolaro si è tenuta la prima serata di presentazione dei candidati e del programma della Lista Civica Democratici per Dueville. Erano presenti circa 90 persone.

26 aprile 2014

Viene ufficialmente depositata la lista: Siamo il gruppo con la maggior presenza femminile: 8 donne oltre a Giusy

13 aprile 2014

Alla terza cena di autofinanziamento partecipano 130 persone.

9 aprile 2014

Da oggi, ogni mercoledi Giusy e il suo team incontrano i cittadini al mercato di Dueville

22 marzo 2014

Al Villino Rossi di Povolaro si svolge la seconda cena di autofinanziamneto. I candidati consilieri cucinano e servono 120 persone.

20 marzo 2014

Giusy apre la propria pagina personale su facebook. Nel giro di pochi giorni ha centinaia di amici.

27 febbraio 2014

Al centro Arnaldi Giusy inizia ascoltando gli elettori.
La sala è stracolma. Decine di interventi e nei giorni sucessivi arrivano molti contributi via email.

21 febbraio 2014

Si svolge la prima cena di autofinanziamento alla quale partecipano 100 persone. Si individuano i primi candidati al consiglio comunale.

30 gennaio 2014

Viene aperta la pagina facebook dei Democratici per Dueville

23 gennaio 2014

Giusy Armiletti accetta la sfida. Sarà candidata alla carica di sindaco di Dueville con la lista civica Democratici per Dueville

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